Quanto è buono il carasau!







Che fosse preparato con pregiata farina di grano duro nelle famiglie agiate o con farina d’orzo nelle case più umili, una cosa è certa, il pane carasau ha da sempre unito tutti i palati, diventando un punto fermo nella cultura gastronomica sarda. Eppure non occorrono ingredienti particolari. Come accade spesso per le migliori specialità della tradizione, anche per il pane carasau il segreto sta nei metodi di preparazione. La doppia cottura in forno è ciò che genera quella speciale fragranza e quella particolare leggerezza, qualità che gli hanno fatto meritare l’appellativo di “carta da musica”.
Impossibile gustare il pane carasau senza far rumore, e magari ondeggiando con il capo, come quando si approva una “squisita” melodia!


Preparazione:
In una ciotolina sciogliete il lievito con poca acqua tiepida. Nella quantità d’acqua restante, versate invece il sale e mescolate. Unite quindi le due soluzioni liquide alla farina e iniziate a impastare energicamente, fino a ottenere un composto morbido e senza grumi.
Dividete quindi l’impasto in diversi panetti e, una volta coperti, lasciateli lievitare per almeno 3 ore in un ambiente privo di spifferi e correnti d’aria fredda.
Dopo questa fase, riprendete i panetti e stirateli uno alla volta, in modo da formare delle sfoglie grandi e sottilissime (circa 3 millimetri di spessore), che andrete a sistemare a turno su una teglia precedentemente infarinata con semola di grano duro.
A questo punto mettete in forno caldo per pochissimi secondi, o almeno finché la pasta non si gonfierà formando un palloncino. Infilzate allora questo rigonfiamento e tagliatelo in modo da ricavare due sfoglie. Seguite il procedimento per ciascun panetto e, quando avrete finito, rimettete in forno tutte le sfoglie ottenute per alcuni minuti, giusto il tempo necessario a farle asciugare e renderle croccanti.

Accorgimenti:
Come avete costatato il pane carasau si ottiene mediante due fasi di cottura in forno. La prima, che va realizzata regolando la temperatura al massimo (o quasi) per una manciata di secondi o poco più di un minuto, è necessaria per causare il rigonfiamento del disco. La seconda fase va invece realizzata a 180°C per circa 7-8 minuti, finché il pane non risulterà sufficientemente asciutto. Questa doppia cottura, oltre a renderlo squisito, permette una più lunga conservazione.

Idee e varianti:
Se condite la fetta di pane carasau con dell’olio e un pizzico di sale e la grigliate per qualche istante, otterrete il famoso pane “guttiau”, che in dialetto lugudorese significa appunto “gocciolato” o “asperso”.


Buon appetito!


Si ringrazia www.gustissimo.it per la ricetta.








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